Dbp negli smalti: fa male? Che cos’è? E’ meglio evitarlo? [Wikinails]

Quante volte nelle etichette degli smalti, troviamo la voce privo di formaldeide, toluene, DBP? Oggi vorrei soffermarmi proprio su questa ultima sostanza, il dibutyl phtalate, meglio noto come DBP vedendo insieme che cos’è, se è tossico e se si tratta di un prodotto da evitare.

Dbp negli smalti: che cos’è e a cosa serve?

Il dibutyl phtalate, meglio noto come DBP o dibutilftalato è una sostanza plastificante, che viene impiegata in diversi campi come, ad esempio, la lavorazione del pvc.

Proprio per questa sua caratteristica veniva utilizzato nella formulazione degli smalti per unghie, delle basi protettive e dei top coat al fine di aumentarne la durata ed evitare l’erosione dopo pochissimo tempo.

Eviterò di parlare della sua composizione chimica e di altri fattori tecnici, vi basta pensare che il DBP è un ingrediente vietato nella Comunità Europea ed è proibito utilizzarlo negli smalti, nei cosmetici, nei deodoranti e in altri prodotti destinati alla cura della persona.

Dbp negli smalti: fa male, meglio evitarlo?

Le leggi della Comunità Europea sono tra le più severe al mondo, ma anche in altri paesi è vietato l’utilizzo del DBP. E’ il caso di chiedersi quindi se il dibutyl phtalate faccia male e perchè.

Alcuni studi hanno dimostrato che questo ingrediente ha effetti dannosi sull’apparato riproduttivo e sullo sviluppo del feto in gravidanza. Occorre quindi prestare molta attenzione alla presenza o meno di DBP controllando l’INCI del tuo smalto per unghie, soprattutto se proviene da paesi esteri non europei.

Questo post non vuole assolutamente suscitare allarmismi, nè creare in alcun modo il panico, ma semplicemente informare. Non è a carattere scientifico e si basa su fonti reperibili tramite il web. A tal proposito mi sento di tranquillizzarti perchè la maggior parte dei marchi conosciuti e famosi non fa uso di questa sostanza vietata.

Nel caso in cui tu voglia controllare comunque l’INCI dei tuoi prodotti per unghie in modo da appurare la presenza o meno di DBP sappi che nell’etichetta viene indicato anche come dibutyl phtalate. 

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 E tu, controlli sempre l’etichetta degli smalti? Conoscevi il DBP e i suoi effetti? Fammi sapere lasciandomi un commento!


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Scritto da Francesca L.

Blogger "seriale", redattrice, web writer freelance. Appassionata di tendenze, make up, ma soprattutto di nail art. Nella sua vita non manca mai il colore, in particolar modo sulle unghie!

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9 Commenti su “Dbp negli smalti: fa male? Che cos’è? E’ meglio evitarlo? [Wikinails]”

  1. Grazie Francesca per questi post, molto utili e ricchi di informazioni.A volte, parlo per me, non presto molta attenzione all’INCI e mi rendo conto che è sbagliatissimo e a lungo andare dannoso….con i tuoi articoli diciamo che mi torna in mente!

  2. Sì, grazie Francesca per i tuoi preziosi consigli. Una domanda: spesso però sulla boccetta non c’è l’etichetta. Ho per esempio controllato alcuni miei smalti Kiko e Wjcon e ne sono sprovvisti. Come faccio in questo caso a scoprire la loro composizione?
    Grazie

    1. Ciao Serena grazie del commento =) In alcuni smalti devi sollevare l’etichetta, in altri effettivamente manca. Puoi controllare sul sito, ad esempio in quello della Kiko ci sono tutti gli INCI.

    1. Infatti essendo un ingrediente vietato in Europa, possiamo stare relativamente tranquilla. L’importante è fare molta attenzione ai prodotti acquistati dall’estero, soprattutto dai paesi come la Cina, la Corea, eccetera.

  3. Grazie, Francesca, per questi articoli molto utili!! Purtroppo gli inci sono scritti così in piccolo e ci sono tanti ingredienti! Gli smalti che acquisto dovrebbero essere tutti europei, confido che la marca non cambi improvvisamente paese di produzione.

  4. Molto utile questo articolo. In gravidanza non mi davi smalti e non mi truccavo, lavoravo lontana quindi era anche mancanza di tempo oltre che prudenza estrema. Non ho mai fatto caso a questo ingrediente negli smalti che ho, per sicurezza controllerò.

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