Chanel Le Vernis n. 18 “Rouge Noir”: opinioni, recensione, swatches

Ciao a tutte! Ho pensato che un blog così completo sulle nail art, sulle tendenze in fatto di smalti e sulla cura delle unghie non potesse non includere una recensione sullo smalto più famoso e iconico del mondo beauty: il celeberrimo Rouge Noir di Chanel. Visto che l’ho ricevuto in regalo e ho finalmente avuto modo di indossarlo, condivido con voi le mie opinioni.

Chanel Le Vernis n. 18 “Rouge Noir”: opinioni, recensione, swatches

Lo smalto Rouge Noir nasce negli anni Novanta e riscuote immediato successo, soprattutto dopo essere apparso sulle unghie di Uma Thurman nei panni di Mia Wallace nel film cult del 1994 Pulp Fiction e su quelle di Madonna nel video della canzone Take A Bow.

Pulp Fiction (c) Miramax, A Band Apart, Jersey Films
Take A Bow (c) Warner Bros

Da allora, in accordo con la moda di quegli anni (in cui si prediligevano labbra e unghie dai colori scuri), è uno degli smalti più agognati dalle donne e un must-have per molte dive.

Tuttavia, molto prima del suo lancio, sembra che questa particolare tonalità di rosso scurissimo tendente al nero fosse già molto amata da Mademoiselle Gabrielle ‘Coco’ Chanel in persona: la stilista infatti chiamava rouge noir il colore della polpa delle ciliege nere.

Ma veniamo al prodotto. La confezione è da 13 ml, con doppio tappo nero su cui è inciso il famosissimo logo della Maison.

Purtroppo, pare che la vera pecca di questo smalto sia proprio il pennello: sottile e a punta squadrata, l’ho trovato completamente inadatto alla texture densissima del prodotto; per questo motivo la stesura è risultata molto difficile, costringendomi a fare una prima passata sottile e poi una seconda più corposa. Sarebbe occorso un maxi pennello a ventaglio.

L’asciugatura è piuttosto lenta, perciò consiglio vivamente l’uso di un buon top coat quick-dry. Abbinato al Seche Vite mi è durato tutta la settimana.

Swatches luce del sole

Swatches all’ombra

Il mio voto è 8,5/10. Perché non do il massimo allo smalto più amato del mondo? Come accennato, la stesura è stata ostacolata da un pennello mediocre, che ha messo a dura prova la mia manualità soprattutto vicino al giro cuticole, e l’asciugatura è più lenta rispetto alla media degli smalti prodotti negli ultimi anni.

Insomma, io ho avuto l’impressione che a essere degli anni Novanta, oltre al colore, fosse proprio la formula. E considerato il prezzo (circa 25 euro) mi sa tanto che casa Chanel dovrebbe riformularne la texture in chiave moderna e ridisegnare quel brutto pennello.

A parte questo, resta uno smalto favoloso, e non posso che consigliarlo alle appassionate che vogliono togliersi lo sfizio di avere l’iconico Rouge Noir di Chanel nella propria collezione.


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Scritto da Lucia

Contributor e tester smalti per Tutto Nail Art & Unghie, cartoonist & digital scribbler

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19 Commenti su “Chanel Le Vernis n. 18 “Rouge Noir”: opinioni, recensione, swatches”

  1. Che bello!! Proprio ieri con mia madre parlavamo del Rouge Noire..! Solo ora mi rendo conto che il mio dupe risulta più scuro.. Bellissimo smalto, peccato per la formula ma comunque stupendo. Il prezzo è una follia, Chanel dovrebbe ridurre il formato e abbassare il costo 🙂 Grazie per la recensione Lucia!

    1. Prego, cara 🙂
      Dicono che un ottimo dupe sia Wicked di Essie… Il prezzo non è bassissimo ma è comunque la metà di Rouge Noir!
      Ahimè, i prezzi di Chanel sono tutti parecchio folli. Per di più, è un brand che ha un’altissima opinione di sé, dal momento che sul sito di Sephora risulta l’unico a non permettere le recensioni :/

    1. Sì, resta comunque uno smalto stupendo e io continuerò senza dubbio a metterlo, ma quando si tratta di un prodotto costoso io mi aspetto molto, e quindi prendo nota di tutte le pecche!

  2. Trovo, personalmente, che il Rouge Noir Chanel sia sopravvalutato e tu me ne dai conferma =) Il prezzo è alto e sinceramente ormai esistono tanti di quei colori simili, che non è nemmeno più così esclusivo. Resta comunque un “pezzo da collezione” immancabile per tutte le vere smaltomani =)

    1. Concordo, come pezzo da collezione è abbordabile con i suoi 25 euro! Sicuramente meglio dei pezzi da collezione di Louboutin che costano 38 euro.

  3. Mi sono sempre ripromessa di comprarlo, ma non l’ho mai fatto a causa del prezzo. sinceramente leggendo la tua recensione (di cui ti ringrazio moltissimo) non sono più così ammaliata da questo smalto xD

    1. Eh, anch’io infatti sono rimasta delusissima da quel pennello… Però per fortuna resta un prodotto molto buono. Ho anche la matita labbra in Rouge Noir, e quella sì che è stata una vera ciofeca che mi ha fatto pentire di aver speso i soldi!

  4. Effettivamente il colore è quello, della polpa dei duroni maturi, che vira sul nero, ma resta sanguinario. Molto bello e almeno ha una buina durata, spesso leggo delusioni cocenti anche su questo lato per le marche costosr.

    1. Quel colore è da fiaba (gotica) XD
      Quando ci si trova davanti a un marchio costoso, non bisogna farsi fregare dal bell’aspetto dei prodotti e tenere sempre a mente che ‘costoso’ non significa ‘valido’: di Chanel ho anche la matita labbra in rouge noir, presa alla cieca senza provare il tester, e infatti fa schifo.

  5. Grazie mille della recensione! Lo smalto che hai tu è già della nuova linea, revisionato (la linea è uscita l’anno scorso se non erro, lo vedi dalla assenza delle scritte sulla boccetta) e in questa nuova linea hanno messo questo penello strano – ne sottile (come erano prima – sottilissimo a taglio dritto ma rotonda come un bastoncino – li ADORAVO!!!) ne uno maxi arrotondato che vanno di moda adesso. Il prezzo è quello che è, chi ha una borsa di Chanel da 5 mila euro non vorrà comprare una altrettanto bella di pelle pregiata da 500 euro, ancor meno una da 50€ :))) Vale il marchio, il logo… sono gusti personali:)))

    1. Hai ragione, la linea è stata rilanciata nel 2015 per festeggiare il ventennale dal primo lancio. Non sapevo che prima avesse un pennello decente :/
      Eh sì, per le grandi etichette si paga più che altro il prestigio, l’iconicità: sappiamo bene l’impatto che hanno quelle due C incrociate nell’immaginario collettivo.

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